11891L’EDITORIALE DEL PRESIDENTE DELL’AIA
Riconoscimenti importanti a livello internazionale,
continua il nostro impegno per il contrasto alla violenza

Il 2015 si è chiuso con la nomina di quattro nuovi internazionali (Daniele Di Resta, Maria Marotta, Francesca Di Monte e Chiara Perona) e la conferma di Nicola Rizzoli – anche per il 2015 – ai vertici Mondiali, con il riconoscimento come miglior arbitro attribuito dalla Federazione Internazionale di storia e statistica del calcio. Sono due risultati che, ancora una volta, certificano l’apprezzamento per la nostra classe arbitrale a livello internazionale.

È il frutto di un lavoro quotidiano che, a partire dalle Sezioni, stiamo facendo sistematicamente per garantire un’adeguata formazione a tutti i livelli e per aumentare ulteriormente la qualità delle prestazioni dei nostri arbitri. Non è un caso se, anche nel calcio a 5 e nel beach soccer, continuiamo a collezionare importanti riconoscimenti.

Il lavoro sull’uniformità arbitrale, che prevede anche periodici incontri tra la Presidenza dell’Associazione, gli Organi Tecnici Nazionali e il Settore Tecnico, ci ha portato ad elaborare un sistema formativo che porta formatori e arbitri a confrontarsi sui medesimi episodi, proprio al fine di garantire uno stesso modo di interpretare gli eventi.

Su questo, ma soprattutto sul prossimo numero, troverete un focus sull’attività delle Sezioni (qui parliamo in particolare di quelle che si sono rinnovate negli ultimi mesi) e su tutto quello che hanno fatto nell’ultimo quadriennio. La funzione di questa nostra pubblicazioni è soprattutto quella di lasciare traccia storica di quanto accade, e lo è ancora di più se teniamo conto di quanto le informazioni siano divenute fruibili con l’avvento di internet. Si pensi che il sito dell’Associazione ha raggiunto, nel 2015, il traguardo di 3,8 milioni di visite totali (33,5 milioni di pagine visitate da persone).

Permettetemi, in conclusione, di rimarcare come il Comitato Nazionale, grazie anche al supporto della Commissione Esperti Legali ed all’Osservatorio sulla violenza ai danni degli arbitri, che ringraziamo, stia ulteriormente intensificando il suo impegno per ridurre a zero gli episodi di violenza di cui sono vittime soprattutto i giovani arbitri. Parallelamente va fatto un lavoro culturale, oltre ad incidere con fermezza – soprattutto nei confronti di FIGC e Leghe – per garantire il rispetto e l’applicazione della Delibera del Consiglio Federale n. 104 del 17 dicembre 2014.